Viareggio: sull'iniziativa del 6 febbraio con il compagno Manlio Dinucci
All'iniziativa, organizzata dal Circolo “Partigiani sempre” di Viareggio, vi hanno partecipato 55-60 compagni/e. L'iniziativa è andata bene sia per la partecipazione, sia per la gestione ed i contenuti: presentazione, relazione di Dinucci, domande, interventi e risposte del compagno.
Prima del dibattito, una compagna ha spiegato il processo per antifascismo subito da un compagno e che il ricavato dalla cena veniva utilizzato per le spese processuali. Sono stati raccolti 400 euro.
Dinucci è stato presentato attraverso alcuni suoi articoli apparsi su “Il Manifesto”.
La relazione e le risposte alle domande nel corso del dibattito hanno ripreso e approfondito i temi che Dinucci notoriamente tratta. Ne ricordiamo alcuni: l'offensiva globale della Nato, la chiamata alle armi dagli Usa, il business delle armi, la 'dottrina Obama' sulla guerra, Isis, Israele, Ucraina, Gaza, Grecia, il programma di “modernizzazione” delle forze nucleari Usa, gli F-35 ...
Di particolare interesse, per i presenti, è stato il tema delle spese militari che per l'Italia significa l'aumento dagli attuali 52 milioni di euro ad oltre 100 milioni di euro al giorno.
Diversi sono stati gli interventi tra cui quello del compagno del Coordinamento comunista toscano che ha informato su la nascita e le attività di questa esperienza, sottolineando i due Seminari già tenuti, Stato e Partito, ed il prossimo sul Socialismo.
Per quanto riguarda le conclusioni è stata accolta la necessità, molto sentita nella città di Viareggio, di riprendere il tema del ruolo della “multinazionale” più importanti d'Italia: Finmeccanica con il suo nuovo Ad Mauro Moretti, rinviato a giudizio per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.
Per concludere questo breve resoconto possiamo dire che l'iniziativa, per i temi trattati, ha mostrato come siano importanti la controinformazione e l'informazione, quando hanno come obiettivo non la denuncia per mostrare che gli imperialisti sono diversi da quello che sono, ma per far conoscere la situazione nella quale l'imperialismo fa precipitare inesorabilmente le masse popolari in ogni angolo del mondo.